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“Roma, metropoli che apprende” verso la candidatura per l’adesione al Global Network of Learning Cities

10 Febbraio 2026

“La Capitale che apprende: progettare e implementare una learning city” e la Rete metropolitana dell’apprendimento permanente

Riconoscere il valore strategico della conoscenza e fare della cultura una infrastruttura, immateriale eppure fondamentale per l’inclusività, lo sviluppo, la pace. E riconoscere l’educazione pilastro fondante di una democrazia vera, compiuta, equa. Ecco perché mettere a sistema ogni struttura, ogni luogo, ogni politica che sia in grado di accompagnare l’individuo dalla nascita per tutta la sua vita in un percorso costante di conoscenza, diventa cruciale in un mondo che cambia velocemente e che deve poter garantire l’educazione come un diritto universale. E’ con questo orizzonte che Roma e Città metropolitana hanno deciso di proporre all’Unesco, in vista della prossima scadenza fissata a metà del 2027, la propria candidatura per essere accolta nella Rete mondiale delle città che apprendono (Global Network of Learning Cities).
A dare l’annuncio oggi, nella sala Consigliare di Palazzo Valentini sono stati il sindaco di Roma e Cmrc, Roberto Gualtieri, il rettore dell’Università Roma 3, Massimiliano Fiorucci e Angelica Fai, dell’Unesco. nel corso di una conferenza stampa coordinata dal giornalista Marco Damilano, a cui hanno partecipato in collegamento i sindaci di Torino, Brescia e Palermo, già parte del network.
“L’educazione universale è condizione fondamentale per la sostenibilità, per la resilienza, per la sicurezza e la prosperità”, ha detto Gualtieri sottolineando come sia necessario fare sistema territoriale in una dimensione strategica che sia in grado di garantire l’universalità di questo diritto per sempre, non circoscritto all’età scolare, non esaurito con la fine dell’obbligo scolastico, ma continuo e fruibile da tutti i cittadini nel tempo. “La conoscenza e l’educazione devono essere un diritto, non soltanto un dovere e la qualità dell’educazione deve essere un tema centrale. Il nostro obiettivo è quello di una Città metropolitana educante dove si deve tener conto delle specificità territoriali”, ha concluso Gualtieri. Luoghi fisici, come scuole, biblioteche, università, poli civici, centri culturali legati insieme da una politica in grado di creare quella infrastruttura culturale in grado di tenere insieme generazioni intere. Dunque, città come luogo di apprendimento permanente e diffuso nel quadro di un esplicito riferimento al proprio Piano Strategico Metropolitano e ai goals dell’Agenda 2030 ONU per lo sviluppo sostenibile.

Una scelta, quella di diventare Learning City che, come ha sottolineato il Rettore, è anche una chiara presa di posizione politica che riconosce il valore strategico della conoscenza, leva di sviluppo e strumento di inclusione in un quadro generale di grande complessità e criticità nel quale emergono nuove fragilità e nuove diseguaglianze.
Il percorso che porterà Roma e Città metropolitana alla candidatura nasce da un accordo di collaborazione con l’Università Roma 3, Dipartimento di Scienze della Formazione, affinché il percorso stesso abbia una struttura scientifica e metodologica in grado di accompagnare i progetti e le politiche della futura Learning City. La Global network of learning cities è stata istituita dall’Unesco nel 2013 creando una rete di comunità e di città di apprendimento: oggi ne fanno parte 425 città di 91 paesi diversi.