Inaugurata oggi a Palazzo Valentini la mostra personale di Felice Pedretti “In interiore homine”, con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma, a cura di Claudio Strinati, con la collaborazione di Federico Strinati.
36 opere, tra dipinti e disegni realizzati da un artista che da anni porta avanti una pittura in controtendenza, fatta di silenzio, tempo lungo, equilibrio. Il titolo — tratto dalla celebre frase di Agostino d’Ippona “In interiore homine habitat veritas” — riassume la poetica di Felice Pedretti, che non cerca l’esteriorità ma l’essenza, non l’immagine che urla, ma quella che interroga.
La sede, la Sala della Pace di Palazzo Valentini, rafforza questo senso di raccoglimento e meditazione. Luogo di alto valore istituzionale e culturale, il Palazzo dove ha sede la Città metropolitana ospita da anni mostre che uniscono la contemporaneità al contesto storico romano. L’allestimento, volutamente essenziale, trasforma la Sala in una camera di visione.
La mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre, dal lunedì al venerdì, a ingresso gratuito.
Al vernissage di apertura, alla presenza dell’artista, del curatore e degli organizzatori, Mariano Angelucci, Consigliere metropolitano e Presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali di Roma Capitale, ha dichiarato: “ Città metropolitana di Roma Capitale durante l’Amministrazione Gualtieri ha scelto di sostenere con convinzione le iniziative capaci di valorizzare e divulgare il patrimonio culturale e artistico del nostro territorio. Le opere di Felice Pedretti con la loro forza meditativa e la loro rara qualità poetica, ci ricordano quanto l’arte possa essere strumento di consapevolezza, di identità e di bellezza condivisa. Con Pedretti il gesto artistico diventa un atto di memoria e rivelazione: alla pittura l’autore trasferisce un ruolo di profonda responsabilità, spirituale e civile. Invito tutte e tutti a visitare l’esposizione, fino al 6 dicembre: sostenere iniziative come questa significa ribadire il valore della cultura come bene comune, da vivere come occasione di incontro, riflessione e rinnovata partecipazione alla vita culturale che si esprime nel nostro territorio”.



