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Inaugurata a Palazzo Valentini il 16 febbraio 2026 la mostra personale di Charo Marin “Sua Santità l’infanzia”, a cura di Mayura Malenotti

17 Febbraio 2026

All’evento di apertura, assieme all’artista, la Presidente Arkes EtS Rita Padovano, il Presidente della Fondazione La Sponda Benito Corradini e Roberto Simòn, giornalista stampa estera.

L’esposizione delle opere dell’artista spagnola ospita anche creazioni di artisti provenienti da Polonia, Austria, Romania, Francia e Usa – Angela Tomaselli, Herbert Schügerl, Daniela Frumuseanu, Vasile Pop-Negresteanu, Mireille Weinland, Mireya Power, Lukasz L Wodyńsky, Sol Ruíz Navarro – che hanno contribuito a illustrare anche i racconti e le fiabe del libretto-catalogo.

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta fino al 27 febbraio 2026.

Con estrema fantasia e sapiente uso delle forme e dei colori, questa esposizione richiama una tematica cara a tutti: la protezione del mondo dell’infanzia, la sua creatività spensierata e la memoria felice.

“Una mostra che porta un messaggio profondo e universale, la tutela dell’infanzia, la sua libertà creativa e il diritto – che tutti siamo chiamati a garantire – a un mondo di pace, fiducia e opportunità. Favola e fantasia non sono evasione, ma strumenti per immaginare e costruire una società più giusta e inclusiva”, commenta Mariano Angelucci, Presidente commissione moda turismo e relazioni internazionali di Roma Capitale e Consigliere metropolitano.

“La collaborazione dell’artista di fama internazionale con l’Italia si inserisce nel solco della lunga tradizione di collaborazione e scambio interculturale tra il nostro paese e la Spagna e della positiva connessione tra i due paesi. La mostra sarà anche un luogo vivo e aperto alla comunità, con un denso programma di visite che coinvolge direttamente gli istituti di infanzia, e che vedrà oltre ad artisti di tutto il mondo, psicologi, pedagoghi e galleristi, intervenire con dibattiti e iniziative sul tema. La sede dell’ente metropolitano, per volontà del Sindaco Gualtieri, torna a essere uno spazio aperto alla cittadinanza, un luogo vivo di cultura e confronto capace di parlare anche alle nuove generazioni”, conclude Angelucci.