Si è riunita a Palazzo Valentini l’Assemblea del tavolo metropolitano del cibo, l’organismo costituitosi un anno fa che comprende istituzioni – Città metropolitana e Roma Capitale – Camera di Commercio di Roma e l’insieme delle organizzazioni di categoria che rappresentano l’intera filiera, dalla produzione alla lavorazione, dalla logistica alla ristorazione.
L’obiettivo è definire uno strumento di politica condivisa che miri a contrastare le disuguaglianze alimentari e che valorizzi le produzioni agroalimentari del territorio, estendendo le tipicità e sostenendo le filiere ma anche educando i consumatori a una scelta consapevole del cibo. Il lavoro del tavolo si è incentrato nei suoi primi mesi nella definizione di un’analisi estesa del comparto, da cui verranno individuate le prime azioni concrete che costituiranno il nuovo “piano strategico del sistema agroalimentare della Città metropolitana di Roma Capitale”.
Questa la nuova denominazione proposta per il Piano metropolitano del Cibo, il documento che sarà redatto dal Tavolo in cui “inserire le azioni che saranno definite – sottolinea il Capo di Gabinetto di Città metropolitana Francesco Nazzaro – all’interno di un quadro complessivo, quello del nuovo piano strategico metropolitano, pensato, come condiviso dal Sindaco Gualtieri, come un’architettura all’interno della quale inserire politiche concrete di sviluppo nei diversi ambiti di intervento, non un documento ridondante ma un insieme di progettualità articolate”.
I risultati emersi dall’analisi delle filiere, su cui ha fatto il punto il coordinatore del tavolo Massimo Fiorio prima dell’avvio del confronto con i componenti del tavolo, riguardano la carenza di manodopera specializzata e le difficoltà delle piccole e medie aziende, la complessità burocratica e amministrativa, la necessità di efficientare le filiere, in particolare nell’ambito della catena di approvvigionamento, la riconoscibilità dei prodotti e il sostegno all’innovazione, nel quadro di un momento delicato del settore per l’aumento dei prezzi al consumo. Fattore che – lato consumatore – aumenta disuguaglianze e povertà alimentare.
“E’ il momento di definire azioni concrete, e una possibile tra queste potrebbe essere proprio sul tema della regolamentazione e della semplificazione burocratica, sempre tenendo presente la cornice all’interno della quale si interviene, che deve tenere insieme la visione strategica di città metropolitana ma anche l’insieme delle politiche della città, e in questa direzione auspico una sinergia sempre maggiore con il Consiglio del cibo di Roma, prossimo al rinnovo”.
Visione condivisa anche dallo stesso Fabio Ciconte, attuale Presidente del Consiglio del Cibo, e dall’Assessora ad Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, che ha definito il lavoro in essere come uno strumento di pianificazione condivisa su cui le amministrazioni hanno il compito di lavorare insieme per il sostegno pubblico al settore agroalimentare del territorio, che guardi anche alla formazione di figure specializzate e all’educazione al consumo.

