Si è tenuto a Palazzo Valentini il convegno “Violenza di genere nei reati digitali”, un importante approfondimento, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, su uno specifico fenomeno, quello della violenza digitale, sempre più pervasivo e per la maggior parte orientato verso giovani donne e ragazze.
Un aspetto che cresce e preoccupa perché si sta abbassando l’età delle vittime, con un aumento nell’età preadolescenziale e una marcata fascia di ragazze colpite tra i 14 e i 17 anni. Molteplici sono le forme attraverso cui si determina la violenza di genere in forma digitale: dal cyberstalking a forme di controllo, dal revenge porn al deep fake, a vere e proprie forme di estorsione.
L’iniziativa, nata su impulso dell’Avv. Cristina Michetelli, Consigliera Roma Capitale e delegata patrimonio e bilancio città metropolitana ha visto tra i relatori la Senatrice Cecilia d’Elia, Vice Presidente Commissione bicamerale Femminicidio, l’Avv. Paolo Galdieri, Docente diritto penale dell’informatica, Roberta Mestichella, Vice questore Polizia di Stato e responsabile relazioni esterne polizia postale, Corrado Giustozzi, docente di cybersecurity all’Università Campus Bio medico, Stefania Piantoni, responsabile del Forum Innovazione PD Roma, Michele Mezza, giornalista e docente all’Università Federico II di Napoli, Simone Plebani, Responsabile comunicazione del PD Roma.
La discussione ha permesso di affrontare la violenza di genere da più di una prospettiva, inquadrando la dimensione del fenomeno da un punto di vista giuridico, degli strumenti di denuncia e tutela, fino all’impatto sociale e al ruolo delle istituzioni.
La violenza di genere digitale ha un effetto amplificato per quanto riguarda le ricadute affettive e psicologiche delle vittime, perché la divulgazione di un contenuto on line è potenzialmente incontrollabile e le conseguenze per le donne colpite possono essere drammatiche.
“La violenza di genere on line è violenza a tutti gli effetti. Le condotte criminose che si concretizzano su internet possono essere ricollegate a fattispecie di reato già previste dall’ordinamento per le condotte offline, come la violenza sessuale punita dall’art. 609 bis CP o gli atti sessuali con minori o le molestie o lo stalking, oppure essere ricondotte ad autonome figure di reato, come l’art. 612 ter CP, che punisce la divulgazione on line senza il consenso dell’interessato di immagini o video dal contenuto intimo. Le condotte criminose on line possono prevedere forme di ricatti, minacce e atti estorsivi che possono determinare danni irreparabili. La prevenzione si può attivare costruendo un solida collaborazione tra famiglie, scuola ed istituzioni, puntando soprattutto sull’educazione sessoaffettiva. Orientare le ragazze e i ragazzi a riconoscere la violenza, a distinguere l’amore dalla gelosia, dal possesso e dalle forme di controllo e di limitazione dell’autonomia del partner, è fondamentale per una crescita sana della loro sfera emotiva e relazionale. È fondamentale che vengano messi a disposizione dei giovani validi sostegni psicologici e legali. La prevenzione, e quindi l’educazione, risulta essere il miglior strumento di contrasto alla violenza di genere”, ha dichiarato la Consigliera Michetelli.
Violenza di genere nei reati digitali, il convegno a Palazzo Valentini. Michetelli: “Supporto e prevenzione, attraverso una solida rete istituzionale che leghi educazione e strumenti di tutela”
28 Novembre 2025



