Terra Mater presenta un dialogo artistico tra pittura e fotografia, nato dal desiderio di ritrovare, attraverso l’arte, le radici profonde dei luoghi d’origine. Le opere mettono in scena paesaggi interiori e memorie collettive, in cui la terra si configura come matrice e custode dell’infanzia.
La Sicilia di Solarino e l’Irpinia di Campese emergono come territori evocati e trasformati: nelle fotografie, luce e silenzio disegnano scenari sospesi, essenziali, quasi scenografici.
Nelle tele di Campese, architetture e paesaggi assumono forme visionarie, stratificate da velature e nebbie cromatiche. Entrambi gli artisti, pur attraverso linguaggi differenti, condividono l’urgenza di interrogare il tempo e la memoria, restituendo immagini che non si limitano a descrivere, ma evocano.
Solarino lavora da sempre tra scenografia e fotografia, linguaggi che nelle sue opere si intrecciano e si riflettono reciprocamente. Le sue immagini raccontano paesaggi sospesi, atmosfere rarefatte, luoghi in cui la presenza umana si manifesta più come traccia o memoria che come presenza diretta.
La Città Metropolitana di Roma, attraverso la Consigliera delegata alla Cultura Tiziana Biolghini, dà seguito al proprio impegno nella promozione di tutti coloro che, a Roma e nel territorio metropolitano, esprimono attraverso forme artistico-creative la necessità dell’individuo di rappresentare il presente, mettendo a disposizione delle comunità, tramite le loro opere, strumenti utili a decifrarlo, in quella costante ricerca di senso che da sempre accompagna l’umanità nel corso della sua storia.
