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PAI distrettuali AUBAC: l’8 luglio la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

9 Luglio 2026

Si è svolto l’8 luglio presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’evento “PAI distrettuali AUBAC. Prevenzione, salvaguardie e attuazione”, dedicato alla presentazione dei nuovi Piani di Assetto Idrogeologico dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, un territorio di oltre 42.000 chilometri quadrati, che interessa sette Regioni, ventidue Province, 901 Comuni e una popolazione di circa 9 milioni di abitanti.

Con i nuovi PAI distrettuali, il rischio idraulico e il rischio da frana vengono ricondotti entro due strumenti unitari, omogenei e coordinati alla scala dell’intero Distretto, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione, migliorare la conoscenza del territorio, rendere più chiare le regole e accompagnare Istituzioni locali, professionisti, imprese e cittadini nella fase di attuazione.

I nuovi PAI distrettuali sono stati adottati definitivamente dalla Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità nella seduta del 26 maggio 2026 e le relative misure di salvaguardia sono operative a seguito della pubblicazione degli avvisi nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 4 giugno 2026. L’evento è stato l’occasione per illustrare il percorso svolto, i principali contenuti dei due Piani, il lavoro di armonizzazione delle cartografie, il nuovo quadro normativo comune, le misure di salvaguardia e le attività di accompagnamento dei territori che l’Autorità intende promuovere in raccordo con enti locali, ordini professionali e soggetti competenti.

In dettaglio, il Pai distrettuale idraulico riguarda la gestione del rischio idraulico da alluvioni e disciplina, tra l’altro, le fasce di pericolosità, il reticolo idrografico, le aree a rischio, gli interventi di mitigazione e il raccordo con le competenze dell’Autorità idraulica competente. Il Pai distrettuale frane riguarda invece la gestione del rischio da dissesti geomorfologici e introduce un quadro armonizzato per la classificazione della pericolosità e del rischio da frana, la disciplina delle aree a diversa pericolosità e le procedure di aggiornamento del quadro conoscitivo.

A portare il saluto del Sindaco Gualtieri, nel suo intervento all’Assemblea, il Capo di Gabinetto di Città metropolitana Francesco Nazzaro:

“Dei 9 milioni di abitanti, Città metropolitana ne rappresenta 4,2 milioni, il 45% del totale, ed è direttamente chiamata in causa nella gestione di questo tema complesso. Riconosco al Segretario Generale Marco Casini, non solo l’altissimo profilo tecnico amministrativo ma una grande capacità di collaborazione e una grande sensibilizzazione culturale, vero asset immateriale dell’azione dell’Autorità.

Città metropolitana attraverso un accordo quadro ex art 15 legge 241/90 ha svolto un’operazione semplice quanto incisiva dal punto di vista operativo: l’accordo consente ai nostri uffici di collaborare in modo immediato e soprattutto organico su diversi temi, dalla crisi idrica che interessa i laghi di Albano e Nemi alla misurazione delle acque del lago di Martignano, fino alla verifica del reticolo idrografico secondario. Tutto ciò porta a una collaborazione scientifica e amministrativa con l’autorità e con tutti i soggetti interessati per dare risposte concrete e fattive al territorio.

Illustrando i contenuti e le finalità del nuovo PAI alle imprese, abbiamo sottolineato come l’innovazione del vincolo “dinamico”, non sia un ostacolo allo sviluppo e non impatti la capacità di crescita del territorio”.

Lo stesso Casini, infatti, sul tema ha sottolineato come sia punto di vista condiviso che “Senza sicurezza non c’è sviluppo: un territorio fragile, esposto e non governato non può attrarre investimenti, non può garantire continuità alle infrastrutture e alle attività produttive, non può proteggere davvero le comunità”.

“Ringrazio – ha concluso Nazzaro – il lavoro svolto dall’Autorità: i temi sono difficili e complessi, ma costruiscono la resilienza dei territori e mi auguro che tutto ciò possa diventare patrimonio comune, condiviso con i cittadini”.