Una cosa mai vista: questo il titolo (e la relativa campagna social) dell’assemblea di ieri al Monk del Consiglio del Cibo di Roma, che entra così nella fase conclusiva, iniziando la fase di redazione.
Il piano del cibo di Roma Capitale nasce dal basso, costruito insieme a 205 realtà tra associazioni, università, produttori agricoli, cooperative, imprese e professionisti.
Una comunità ampia e plurale che negli ultimi due anni ha messo a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per la costruzione di una visione comune sul futuro alimentare della Capitale. Il lavoro si sviluppa attraverso otto tavoli tematici, impegnati su alcuni dei nodi più rilevanti per la città: dalla riduzione dello spreco alimentare alle mense scolastiche, fino alla ristorazione privata, dentro una riflessione più ampia che intreccia ambiente, salute, filiere agroalimentari, accesso al cibo ed economia locale. Tra gli obiettivi raggiunti finora, l’approvazione della delibera sul contrasto alla povertà alimentare e l’avvio di una prima sperimentazione delle Case del cibo.
Nei prossimi mesi prenderà forma la proposta definitiva del Piano, che sarà poi discussa da assemblea e giunta capitolina.
“Questa assemblea del Consiglio del Cibo segna una tappa importante del percorso della Food policy di Roma, una fase del tutto nuova nel complesso lavoro affrontato dal Consiglio in questi quattro anni – ha dichiarato Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale -. Entra, infatti, nel vivo il lavoro di redazione del Piano del cibo di Roma, un piano nato dal basso grazie ad un’ampia interlocuzione, sulla cui stesura finale si concentrerà l’attività del Consiglio nei prossimi mesi. La costruzione del Piano sarà trasversale, coinvolgerà tutte le politiche dell’amministrazione e avrà la sua forza nell’alleanza che abbiamo voluto stringere con gli attori coinvolti: organizzazioni agricole, mondo della cooperazione, dell’università, della scuola, della ricerca, del volontariato, delle imprese della distribuzione, della ristorazione, dei mercati. Vogliamo che il Piano del cibo, insomma, costituisca il lascito di una autentica infrastruttura civile a disposizione della città e destinata a crescere nel tempo”.
A rappresentare Città metropolitana, il Capo di Gabinetto Francesco Nazzaro, che ha sottolineato come “Il Piano dei Sistemi Agroalimentari della Città Metropolitana di Roma Capitale rappresenta uno degli approfondimenti del Piano Strategico Metropolitano, prima funzione fondamentale assegnata dalla Legge 56 alle città metropolitane. Il nuovo Piano Strategico Metropolitano, del quale è in corso la stesura, si configura come “Piano dei Piani”, con una parte di visione strategica generale, orientata sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per favorire sostenibilità ambientale, equità e sviluppo sociale ed economico, ed una serie di approfondimenti tematici sui temi più rilevanti, quali le politiche del cibo attraverso la definizione di un Piano dei Sistemi Agroalimentari.
In un rapporto di collaborazione e complementarietà, il Tavolo Metropolitano del Cibo è stato costituito, anche attraverso una Convenzione con la Camera di Commercio di Roma, con una composizione che tiene insieme tutte le organizzazioni datoriali coinvolte nella filiera del cibo, dalla produzione agricola alla trasformazione dei prodotti, la logistica e la distribuzione.
Il lavoro congiunto di Città Metropolitana e Roma Capitale può aprire, già nella fase della redazione del Piano del Cibo, una fase di programmazione di azioni che garantisca la definizione di obiettivi comuni, nel rispetto delle differenti competenze amministrative, capace di inserire il tema del diritto al cibo tra le priorità da affrontare e risolvere.
Città metropolitana, in questo percorso, sta avviando diverse azioni, da nuovi percorsi formativi che comprendano mestieri e attività legate alla filiera del cibo, a progetti sperimentali per il sostegno ad una rivisitazione del sistema della logistica e della distribuzione che efficienti continuità di forniture, riduca gli impatti ambientali, aumenti la redditività alle produzioni locali e realizzi il recupero delle eccedenze e degli sprechi alimentari, attraverso il coinvolgimento del CAR e del mondo dell’associazionismo.
I temi sono molti ed è necessaria massima certezza sulle priorità da affrontare per non disperdere le risorse umane ed economiche disponibili. Condivisi gli obiettivi, la priorità è riorganizzare il sistema pubblico in coerenza tra attività di pianificazione e gestione amministrativa, in un’ottica di comunicazione continua tra i diversi soggetti interni agli enti per il raggiungimento degli obiettivi strategici, la creazione di valore pubblico per i cittadini e le imprese e l’impatto generazionale delle politiche pubbliche”, ha concluso il Capo di Gabinetto di Città metropolitana di Roma Francesco Nazzaro nel suo intervento all’Assemblea.



