Si è svolto questa mattina a Villa Altieri il corso di formazione per giornalisti “Linguaggi e oltre: per un giornalismo di pace” organizzato dal Laboratorio Scienza e Dialogo per Pace del Dipartimento Scienze Umane, (Cnr-Dsu) Ordine dei Giornalisti del Lazio, Giulia Giornaliste e Città metropolitana di Roma Capitale.
Il corso è stato l’occasione per un confronto sull’importanza di un giornalismo di pace che sappia raccontare i conflitti armati in modo responsabile, consapevole con al centro gli uomini e le donne, i loro diritti e la loro stessa dignità spesso calpestata e cancellata da guerre e sopraffazioni. Un giornalismo capace di intessere reti di pace, senza mai rinunciare al racconto della verità. “Andare oltre e trascendere le ragioni, le dinamiche, le fonti e concetti strettamente legati a una prospettiva orientata alla guerra, gettando le basi per percorsi di comprensione e per la costruzione di scenari di pace”, come hanno spiegato gli organizzatori.
A portare i saluti istituzionali è stata la Consigliera Delegata alle Pari Opportunità, Politiche sociali e Cultura, Tiziana Biolghini. «Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha voluto nella nostra città “I tavoli della convivenza”, costituiti con un apposito decreto, con la convinzione che una vera pace si costruisce attraverso la conoscenza e il dialogo tra tutti i cittadini e le comunità straniere che molto spesso vivono in una sorta di isolamento perché vissuti come “altro” rispetto agli autoctoni. Invece – ha detto Biolghini – come Città metropolitana e Comune stiamo lavorando per mettere in connessione culture e realtà diverse, certi che l’integrazione e la pace si creino con sempre maggiori occasioni di scambio. In questo senso il ruolo dei giornalisti e delle giornaliste è fondamentale in un’azione sinergica tra tutti gli attori in campo: attraverso il racconto giornalistico veritiero, consapevole, con un linguaggio di pace, si offrono all’opinione pubblica gli strumenti per leggere la realtà senza preconcetti o pregiudizi. Raccontare le ingiustizie, le sopraffazioni di cui spesso gli immigrati sono vittime, ma anche quanto di buono accade grazie proprio agli uomini e le donne che da anni vivono nella nostra città, studiano, lavorano, svolgono mansioni di cura e assistenza restituisce un quadro della realtà che può essere molto diverso dalla percezione che si ha rispetto agli immigrati. Costruire una cultura di pace in un tempo di conflitti è un obiettivo irrinunciabile e il giornalismo è un alleato importante in una società democratica e inclusiva».
Quattro i panel su: Giornalismo di pace; Memoria e storia: le cause, le fonti; Rappresentare la pace; Il racconto della pace e della guerra. Tra i relatori Roberta Lisi, segretaria di Giulia Giornaliste; Adriana Valente (Cnr_Dsu); Arturo Marzano (Università Roma 3); Roberto Natale (Cda Rai), inviati di guerra, giornalisti e giornaliste di Rai e quotidiani.


