Con il patrocinio di Roma Capitale, Città metropolitana e CNF – Consiglio Nazionale Forense -, si è tenuto a Palazzo Valentini il convegno internazionale su “Consenso vs. violenza: uno sguardo comparato negli ordinamenti europei – Riflessioni e prospettive nel centenario della nascita di Tina Lagostena Bassi”.
L’iniziativa, voluta dalla Fondazione Tina Lagostena Bassi e dalla Fondazione Mario Lana per i diritti umani, è stata moderata da Giorgio Zanchini e ha visto gli interventi, tra gli altri, delle onorevoli Laura Boldrini, prima firmataria della proposta di legge sul consenso, Maria Elena Boschi, Anna Finocchiaro e della Consigliera della corte di Cassazione Paola Di Nicola. A portare gli orientamenti del diritto internazionale, nella seconda parte del convegno il focus comparato sulla normativa europea circa la natura del consenso nei reati di violenza sessuale, con gli interventi di Dominique Attias, avvocata francese, Benjamine Bovy, Avvocata in Bruxelles, Giulia Jaeger, Avvocata in Lussemburgo. A trarre le conclusioni, Anton Giulio Lana, Presidente IDHAE.
Un focus importante sullo stato della normativa e sugli orientamenti giuridici in Italia e all’estero, che ha ripercorso le tappe fondamentali dalla legge del 1996 a oggi, ovvero dall’introduzione del reato di violenza sessuale alla proposta attualmente ferma che si fonda sulla consensualità certa e attuale del rapporto. Testo di legge affossato, nonostante l’impegno politico delle leader Meloni e Schlein, che andrebbe a dare una cornice normativa a un orientamento – quello che non si fonda sulla capacità di reazione della donna ma sull’effettivo consenso – che già la magistratura di legittimità sta accogliendo.
Ed è stata occasione per ripercorrere le grandi battaglie sociali e culturali che hanno accompagnato le trasformazioni normative e influenzato, fino al movimento del me too, le sentenze in materia, partendo dalla vita di Tina Lagostena Bassi, avvocata protagonista negli anni settanta e ottanta della lotta per i diritti delle donne.
“Il centenario della nascita di Tina Lagostena Bassi coincide con un altro importante anniversario: il 2 giugno si sono festeggiati gli 80 anni del suffragio universale”, ha affermato Cristina Michetelli portando i saluti del Sindaco Gualtieri alla platea.
“Una tappa importante perché da lì si arrivò ad altri traguardi come l’abrogazione del diritto d’onore, il divorzio e la legge del ’96, che trasformò la violenza contro le donne in un delitto contro la persona. Uno dei primi atti della giunta capitolina guidata dal Sindaco Gualtieri è stata proprio intitolare una via a Tina Lagostena Bassi, cercando di andare a riequilibrare il grande gap che si riflette anche sulla toponomastica della nostra città, per cui alle donne che hanno fatto la storia di questo paese e della nostra città sono dedicate percentuali minime di strade e piazze. Un gesto simbolico per ricordare una tra le promotrici della legge sulla violenza sessuale e che ha portato nei tribunali una battaglia difficile, quando la cultura patriarcale continuava a dominare. Una sfida a cui dobbiamo essere tutte grate. Di violenza di genere non si parla mai abbastanza, perché il contesto in cui viviamo è ancora quello di un gender gap evidente, una violenza anche economica che impedisce una reale emancipazione e rende difficile l’uscita da situazioni di disagio. Auspichiamo che la legge sul consenso – affossata assurdamente da un governo guidato da una donna – possa riprendere il suo percorso, riportando così l’Italia dentro la convenzione di Istanbul e sancendo quei principi interpretativi che altri paesi come Francia e Belgio negli ultimi anni hanno introdotto.
Si deve parlare di violenza dentro e fuori dalle istituzioni, facendo in modo che oltre al quadro normativo si superi una visione arcaica che vuole la donna di fatto sottomessa all’uomo, lavorando dalle scuole fino alla formazione negli ambiti professionali, come avvocati e forze dell’ordine”, ha concluso Michetelli.





