Un’attività industriale è stata sottoposta a sequestro e i responsabili sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per uno scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione nel Comune di Castel Madama, al Fosso Empiglione, un torrente che attraversa una zona di grande interesse storico culturale grazie agli antichi acquedotti romani.
Il sequestro dell’impianto è avvenuto nel corso di una attività di vigilanza ambientale mirata a salvaguardare il reticolo idrico del territorio, con particolare attenzione ai corsi d’acqua che alimentano il sistema dell’Aniene e, attraverso questo, il Tevere. «Il corpo di polizia di Città Metropolitana porta avanti da tempo un costante controllo non soltanto a ridosso dei principali corsi d’acqua, ma anche della fitta rete di fossi e rii che costituisce il reticolo idrico secondario del territorio metropolitano. Le operazioni di vigilanza si svolgono sia via terra sia sul fiume e proseguono con continuità in attuazione di un vasto programma di tutela ambientale che ha tra i suoi obiettivi anche la salubrità dei corsi d’acqua e il ripristino degli habitat naturali », ha detto il Capo di Gabinetto di Cmrc, Francesco Nazzaro.
L’azione di controllo si colloca nel percorso istituzionale al risanamento del tessuto idrico del Tevere, «che può superare le criticità del passato attraverso costanti interventi di depurazione e con una attenta gestione degli scarichi», ha concluso il Capo di Gabinetto.
Il sequestro effettuato nel Fosso Empiglione conferma, dunque, l’importanza di una presenza costante sul territorio e di un’attività di controllo capillare: la tutela del Tevere passa anche dalla tutela dell’Aniene e, a monte, da quella di ogni corso d’acqua che lo alimenta.




