Si è svolto questa mattina nella Sala Di Liegro, a Palazzo Valentini, il primo dei tre workshop proposti dalla Città metropolitana di Roma Capitale e dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e condiviso dal Tavolo del coordinamento della Rete metropolitana dell’apprendimento permanente. L’iniziativa, dal titolo “Roma – Metropoli che apprende – lungo l’asse strategico dell’Innovazione”, fa parte del percorso che traghetta Roma e Città metropolitana nel Global Network of Learning Cities, promosso dall’Unesco, per il quale è stata proposta dai due enti la propria candidatura.
All’incontro, coordinato da Valerio De Nardo, direttore Hub 1 di Cmrc, hanno preso parte il capo di Gabinetto, Francesco Nazzaro; il Direttore generale, Paolo Caracciolo; la consigliera Delegata Cultura e Partecipazione Tiziana Biolghini; l’assessore alla Cultura di Roma Massimiliano Smeriglio, oltre a docenti universitari e dirigenti di Roma Capitale e Cmrc. Il riferimento tematico dei workshop è uno dei tre Assi prioritari del Piano Strategico metropolitano: Innovazione, Sostenibilità, Inclusione.
«Un progetto che ha visto il mio personale sostegno a combattere ogni forma di ingiustizia sociale e ambientale, con l’intento di dare voce a tutta la cittadinanza del territorio e che segue il percorso che stiamo portando avanti negli ultimi anni, insieme al Sindaco Roberto Gualtieri. Una strada perfettamente coerente e in piena sinergia con quella delle Città che apprendono proposte da UNESCO. Un grande piacere inoltre lavorare insieme alla dirigenza dell’HUB 1 – Armonia Gestionale e Innovazione di Città metropolitana che ringrazio per il lavoro proficuo e appassionato svolto insieme al Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma 3, volto a costruire un processo organizzativo tra innovazione istituzionale, culturale e tecnologica. Nel settore oggi strategico dell’innovazione tecnologica ad esempio, è protagonista l’intelligenza artificiale. Abbiamo il problema della povertà culturale specialmente tra i giovani. E’ necessario dunque non alzare muri alle nuove tecnologie ma utilizzarle per incentivare le attività formative specialmente tra le nuove generazioni, entrando all’interno del processo dell’innovazione tecnologica per gestirla e non essere fruitori utenti passivi. Continueremo a lavorare per potenziare la rete territoriale che guarda ad un presente e un futuro rivolto all’innovazione», ha detto Tiziana Biolghini.
«In un contesto in cui l’Intelligenza artificiale domina la vita di ognuno di noi diventa ancora più urgente la necessità di un apprendimento costante ed è questo il senso delle learning Cities, il loro valore strategico nel consentire alle persone, a tutti i cittadini e le cittadine, di poter accedere alla conoscenza non in maniera sporadica. E sono iniziative come queste che rendono il senso di un ente come Città metropolitana: passa attraverso il confronto tra le eccellenze della Pubblica Amministrazione e le eccellenze accademiche un percorso virtuoso di crescita culturale, e non solo culturale, della nostra società. Proprio a tal fine abbiamo voluto inserire il percorso delle Learning city nel nuovo Piano Strategico metropolitano», ha detto Nazzaro ringraziando per il lavoro fatto al riguardo dai dirigenti Roberto Milocco e Maria Fabiani di Cmrc . Rendere Roma e la Città metropolitana learning city si traduce infatti nel riconoscere il valore strategico della conoscenza e fare della cultura una infrastruttura immateriale ma cruciale per l’inclusività e lo sviluppo contrassegnati da valori di pace ed equità con progetti che accompagnino i cittadini e le cittadine in tutto il percorso della loro vita e non soltanto in età scolare. «Questo vuol dire rendere concreta, con atti amministrativi, la cultura diffusa che spesso leggiamo soltanto nei saggi», ha concluso il Capo di Gabinetto portando i saluti del sindaco Roberto Gualtieri.
«Puntare a diventare una learning city vuol dire, per una pubblica amministrazione, avere una struttura organizzativa adeguata e noi siamo convinti di poter vincere questa sfida che abbiamo intrapreso con grande consapevolezza perché quando si investono risorse pubbliche non è consentita improvvisazione. Occorrono efficienza, economicità ed efficacia, capacità di progettazione ab origine con gli altri interlocutori sapendosi porre come soggetto garante della buona riuscita. Noi siamo pronti, crediamo che l’innovazione sia la promozione della cultura organizzativa» ha detto Caracciolo.
Valerio De Nardo, che ha coordinato il dibattito, ha spiegato che «il percorso avviato non ha solo l’obiettivo di proporre la candidatura all’Unesco per aderire al Global Network of Learning City, ma intende rendere strutturale la partecipazione degli attori sociali attraverso una Rete metropolitana dell’apprendimento permanente».


